Fondata a Verona nel 1890 dai Fratelli Sterzi, nasce come locale già nel Cinquecento durante la Repubblica di Venezia. Si chiamava “Osteria lo Scudo di Francia”, dato che il piano superiore ospitava il consolato francese. Tra il Settecento e l’Ottocento, sotto l’impero austroungarico, diventa “Osteria la Biedemeier”. L’attività passa successivamente nelle mani degli Sterzi, famiglia molto nota al tempo in città, che cambia nome nell’attuale insegna, e la trasforma in un ristorante vero e proprio, arricchendo la cantina anche di vini internazionali. Infine, nel 1987, viene acquistata da Severino Barzan e Giovanni Pascucci.
Accanto alla storia ufficiale ne corre un’altra più vera: il locale fu cenacolo di artisti, sempre pronti a discutere di arte e vita attraverso la “trasparente saggezza” del bicchiere. Berto Barbarani vi attirò tutta la schiera di poeti dialettali, pronti a ritrovarsi a suon di strofe, Renato Simoni, arguto di rima e di palato, aveva qui il suo tavolo preferito, e Angelo dall’Oca Bianca, il pittore di Piazza delle Erbe, amava l’inclinazione all’arte del locale. Tra gli assidui frequentatori, anche il futurista Umberto Boccioni. Che la vita ruotasse intorno alle osterie non deve stupire, perché in Italia questo era l’uso, soprattutto a Verona, da sempre terra di vino.
Non a caso il successo della Bottega è dovuto soprattutto al suo protagonista indiscusso: il vino. Nel 1996, per il locale, arriva anche il massimo riconoscimento di Wine Spectator. La motivazione che accompagna il premio recita: “per avere una delle più straordinarie carte vino del mondo”. Oggi il premio viene riconosciuto nel mondo soltanto a 88 ristoranti, di cui 5 in Italia: la Bottega naturalmente continua a figurare tra questi.
Dal 2011, l’Antica Bottega del Vino fa parte del circuito delle storiche “Famiglie dell’Amarone d’Arte”, che si assumono la responsabilità di mantenere l’incanto del rapporto non solo tra il locale e Verona, ma con tutto il mondo. La tradizione di questo tempio scaligero del vino, che dalla fine dell’Ottocento è crocevia d’intellettuali e di tanti personaggi illustri, è destinata, dunque, a perpetuarsi.

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Luca Dalla Via e Luca Nicolis

Petto di piccione glassato al pepe con cosce dolci, ficatum e purea di zucca gialla.

Luca Dalla Via e Luca Nicolis, insieme in cucina, hanno creato questo piatto espressamente dedicato a Luce della Vite. L’abbinamento e la fusione degli ingredienti sono nati pensando al pepe come ispirazione del Merlot e alle nocciole in omaggio al Sangiovese. L’armonia di Luce è stata associata alla burrosità del ficatum.

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